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La flora

 

La particolarità del Parco San Lorenzo è la presenza di vegetazione tipica della "zona umida".

Tifa

L'esistenza dei laghetti e la buona qualità delle loro acque consente la progressiva evoluzione della vegetazione igrofila riparia dominata dalla cannuccia, dalla tifa e dal carice.

Partendo dall'ingresso del parco si nota la presenza di numerose essenze ancora giovani messe a dimora nel '93: si individua una prima zona dedicata a frutteto selvatico con melo comune e selvatico (malus domestica e sylvestris), pero (cyrus pyraster e comunis), ciliegio dolce, mirabolano, susino (prunus cerasifera, domestica, avium, cerasus, padus e spinosa), noce (juglans regia), gelso nero e bianco (morus nigra e alba), nespolo (mespilus germanica), biancospino (crataegus azarolus e monogyna), sorbo domestico e ciavarello (sorbus domestica e torminalis), sambuco (sambusus nigra), nocciolo (corylus avellana), rosa canina, olivello spinoso (hippophae rhamnoides), ribes rubrurn, rubus fructicosus e idaeus.

Da qui, passando per la via dei profumi tra caprifoglio e vite, si giunge ad una zona boscata con la presenza di querce (quercus robur), carpini (carpinus betulus), pioppi (populus nigra e alba), frassini (fraxinus excelsior), aceri (acer campestre), olmi (ulmus minor-ulmus laevis), prunus (avium e padus), lantana e pallone di neve (viburnu, opulus e lantana).

Proseguendo all'ombra del filare di pioppi cipressini si scorgono alcune essenze spontanee, soprattutto vicino alle rive dei laghetti, come salice bianco (salix alba), salice tortuoso (salix matsudana), salice nero (salix nigra) e salice piangente (salix babylonica).

Ancora pioppi cipressini prima di arrivare al giovane bosco ricco di arbusti e alberi delle specie già citate.

 

PolygonumSparse per il parco troviamo piante adulte quali il tasso (taxus baccata), il nocciolo (corylis avellana), il noce (juglans regia), il gelso bianco (morus alba), la paulonia (paulownia tomentosa), il taxodium.
Molte specie crescono sulla scarpata, vicino alla strada Falconiera: il bagolaro (celtis australis), querce, paulonie, olmi, il gelso nero. Su questa sponda troviamo ancora aceri, frassini, robinie, noci, ippocastani, ailanto, ginko biloba, carpini, platani, corniolo e un enorme cespuglio di forsizia.
La zona pic-nic sempre dallo stesso lato è ombreggiata da olmi, tigli, salici e da una catalpa.
Discorso a parte meritano i rigogliosi rivali dell'Oasi Falconiera, un tempo coltivati ed abbandonati da oltre un decennio: vi sono platani intervallati da querce e aceri campestri, il tutto inframmezzato da cespugli di sanguinella, sambuco e vite selvatica.

Nonostante alcune zone del parco siano ancora in fase di "rinaturazione", si possono osservare parecchie specie di erbe perenni.

Di particolare interesse sono le sponde della riva sinistra del Canale di Bonifica e del Cavo Mulino, esposte rispettivamente a Est e a Sud. si tratta di piante comuni e tuttavia di vitale importanza per lo sviluppo dell'ecosistema. Le prime fioriture si hanno ai primi di marzo con le comuni margherite accanto alle quali troviamo la veronica (veronica arvensis) e le viole (canina e mammola). esplode poi il giallo intenso del dente di leone o piscialetto (taraxacum officinalis) detto anche soffione per la sua caratteristica infruttescenza. A vaste macchie si diffonde la bianca infiorescenza  a racemo della borsa del pastore (capsella bursa pastoris), intervallata dal giallo dei primi ranuncoli (ranunculus ficaria, arvensis, repens). Ad aprile si scorge la salvia dei prati (salvia pratensis) dai piccoli fiori viola, l'aglio (alium vitensis) dai fiori bianchi crociati, il caglio asprello (galliun aparine) dal fusto peloso e appiccicoso, l'achillea (achillea millefolium), un'ombrellifera diffusissima, l'erba Roberta (geranium robertianum). Maggio è il mese del rosolaccio (papaver rhoeas) che si diffonde anche nelle colture. Più avanti fioriscono le silene (silene vulgaris), col calice globoso e rigonfio e la bianca corolla.

 

Camomilla

Per quasi tutta l'estate fiorisce il trifoglio rosso-violetto e quello bianco (trifolium pratense e repens), il ginestrino (lotus corniculatus), l'euforbia, il cinquefoglio, le piantaggini dalle foglie ovate e/o lanceolate e la coronilla; molto diffuso è il romice crespo dalle lunghe foglie coi bordi ondulati e con fittissime inflorescenze dal verde al marrone.La camomilla (matricaria chamomilla) cosparge d'oro i margini dei sentieri alternata alla cicoria (cichorium intybus) dai fiori azzurri e alla malva (malva neglecta) dai grandi fiori rosa-violaceo a calice.
Fra le ombrellifere, diffusissime sono le carote selvatiche (dausus carota) e la pastinaca gialla (pastinaca sativa).
Nei luoghi incolti e meno calpestati crescono la bardana (arctium minus) e la nappola (xantium italicum).

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